Samsung Galaxy Note 4, le caratteristiche tecniche

Il più grande di tutti, per i suoi 5.7 pollici.

Ma è il phablet per eccellenza, primo ibrido tra smartphone e tablet messo in commercio su larga scala, il Samsung Galaxy Note 4, più elegante, più potente, e ingombrante come sempre. Lo abbiamo provato in anteprima.

Il Galaxy Note 4

Il Galaxy Note 4

Non è solo un ritorno del phablet più famoso. È il ritorno di Samsung. Non che l’azienda coreana fosse stata assente da molto, anzi la presentazione dei suoi nuovi dispositivi, oltre al Galaxy Note 4, lo smartphone dallo schermo curvo Galaxy Edge, lo smartwatch Gear S e il Gear Vr, occhiali per la realtà aumentata, alla fiera Ifa di Berlino a inizio settembre è stata accolta con grande successo.

Solo che negli ultimi mesi l’attenzione nel campo del mercato dei dispositivi mobili è stata quasi completamente cannibalizzata da Apple e dai suoi nuovi iPhone. Che in qualche modo fanno anche il verso agli smartphone dell’azienda coreana, visto che ne imitano i display più ampi e la conformazione.

Con il nuovo Galaxy Note, Samsung sembra ribadire che è stata lei la prima ad aver avuto l’intuizione che il mercato richiede dispositivi mobili dal grande schermo. Infatti se una volta si faceva a gara a produrre cellulari più piccoli, oggi per le tante attività che si possono svolgere con uno smartphone sono necessari display sempre più ampi.

LA SCOCCA
La scocca in metallo del Note 4, è più raffinata di quella del predecessore Note 3. I tasti laterali d’accensione e del volume sono anch’essi più rifiniti. Inoltre il device è disponibile in 4 colori: nero, bianco, rosa e beige.

Una novità è nel connettore, posto nella parte inferiore: la presa non è più la 3.0, ma la “vecchia” 2.0: la casa coreana dice di essere riuscita a garantire una velocità di ricarica elevata anche senza il connettore più grande.

Sul lato superiore si trova la presa per il jack delle cuffie e il sensore per gli infrarossi (i dispositivi Samsung di alta gamma possono essere usati per cambiare canale alla tv o regolare la temperatura dei climatizzatori). A livello di dimensioni, la differenza con il predecessore è minima: il Note 4 è più alto di circa due millimetri, mentre il peso è di 176 grammi.

CARATTERISTICHE
Il display, da 5.7 pollici, resta il più grande in commercio e gode di una risoluzione elevata, da ben 2560×1440 pixel. Rispetto al Note 3, il nuovo phablet è anche più potente, grazie a un processore Quad-Core da 2.7 Ghz. Grazie al modulo di connessione Lte 4G e al Wi-fi migliorato, offre una velocità di navigazione molto buona. Le dimensioni dello schermo rendono agevole anche visitare siti non ottimizzati per i dispositivi mobili, proprio come sul pc.

La fotocamera si conferma uno dei fiori all’occhiello del Galaxy Note: con i suoi 16 megapixel, scatta foto e registra video di altissima qualità. La fotocamera frontale permette invece di effettuare invece degli ottimi “selfie”, grazie a un sistema di riconoscimento del volto e alla possibilità di scattare semplicemente appoggiando un dito sul sensore per i battiti cardiaci, sul retro del dispositivo.

Proprio quel sensore rappresenta una delle maggiori novità: mutuato dal Galaxy S5, rileva i parametri fisici degli utenti con i quali poi, grazie all’app S Health, è possibile tracciare grafici su frequenza cardiaca, livello di stress, esposizione ai raggi UV, peso, ecc.

S PEN
Ciò che differenzia il Note dagli altri dispositivi è la S Pen, il pennino. Apprezzata soprattutto nei mercati asiatici (un po’ meno in quelli europei), oltre alla possibilità di prendere appunti proprio come su un taccuino, S Pen permette di acquisire schermate e foto sulle quali si può scrivere. Inoltre il Note 4 integra anche una funzione che trasforma in testo scritto una registrazione audio. È anche per questo che il Note 4 è un phablet perfetto per il lavoro, prima ancora che per lo svago.

Samsung Galaxy Note 4 integra le funzionalità più all’avanguardia del Galaxy S5 con le caratteristiche di maggior successo del Note 3. È a tutti gli effetti lo smartphone di alta gamma di Samsung (in attesa di quello che sostituirà l’S5), e uno dei migliori dispositivi mobili attualmente in commercio. A fronte di un ottimo hardware, il problema è, come spesso accade per Samsung, nel software. Android infatti, se ha il pregio di essere un sistema operativo “aperto” (soprattutto rispetto al chiusissimo iOS di Apple), d’altra parte risulta spesso ridondante e poco intuitivo, con il risultato che le tante funzionalità del phablet rimangono “nascoste” agli utenti meno esperti.

Parlando a livelli assoluti è un bel “mattone”, senza dubbio, ma tanto ormai i consumatori stanno accettando l’idea di avere in tasca dispositivi sempre più ingombranti. Tanto che a quanto pare anche la moda si adatterà presto a quest’esigenza, sacrificando i pantaloni aderenti per lasciare spazio a indumenti più larghi e dalle tasche più capienti. E non è perché qualcuno sostiene che poi, sedendosi con un phablet in tasca, c’è il rischio che si pieghi. Usandolo normalmente non dovrebbe accadere. Poi, se per diletto o per sfida volete provare a infilare un dispositivo da 769 euro in una morsa da fabbro, fate voi.